La nuova chiesa dedicata alla Visitazione sorge al centro del complesso, come snodo tra due spazi conclusi, uno dal carattere più quotidiano che distribuisce gli ingessi alla casa parrocchiale, agli uffici, alla cappella feriale e alla sala polifunzionale, l’altro, di dimensioni maggiori, attorno a cui si raccolgono le aule per la catechesi e il cui vasto spazio verde può essere usato per il gioco dei bambini.
Dal profilo orizzontale di tutto il complesso, scandito dal ricorrersi degli esili piastrini in cemento che delimitano un ideale e unico chiostro perimetrale, e anche della campagna e dell’edificato circostante, si staglia la massa compatta in pietra alberese o di montovolo dell’aula liturgica.
Il salto di scala vuole segnalare anche la preziosità e l’unicità di ciò che vi accade all’interno e la scelta della pietra vuole radicare la nuova chiesa nel territorio e nella tradizione costruttiva della “Chiesa madre” diocesana. La monumentalità severa della facciata è impaginata attorno ad uno stretto rosone verticale in cui campeggia la croce. Dietro di essa si intravedono, di scorcio, le curve più morbide che segnano i due fianchi: oltre a garantire una mirata illuminazione dell’interno, esse accennano uno slancio verticale che comprende anche un piccolo sul lato dell’oratorio.

Credits:
Architettura: deS+Tommaso Bettini
Ingegneria: Prisma
Liturgia: don Marco Ruffini
Opere d'arte: Mario Branca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prato_complesso parrocchiale